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30 Aprile 2024·Futuro·5 min di lettura

Il punto della situazione

La sete di potere e la brama di comando sono i veleni che rischiano di uccidere il mondo intero.

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Il punto della situazione

Ogni tanto amo fare il punto della situazione, della mia situazione. Mi serve a capire a che punto sia arrivato nel percorso del mio viaggio; lo faccio per comprendere se e quanto sono cresciuto. Sì, perché non amo confrontarmi con gli altri, ma con me stesso.

Non è vigliaccheria e nemmeno egocentrismo: ho solo imparato che nella vita la vera sfida, la più intelligente e matura, non è verso gli altri. Del resto, si impara per esperienza che lungo il cammino si troveranno costantemente persone migliori e persone peggiori di sé.

Ciò che ora appare chiaro davanti agli occhi di tutti è che ancora una volta l’uomo, dimentico del passato, in qualche parte del mondo ha scatenato una nuova guerra. Non è un caso che Hegel dicesse saggiamente: «La storia insegna che l’uomo non impara nulla dalla storia».

La sete di potere e la brama di comando sono i veleni che rischiano di uccidere il mondo intero. È noto che basterebbero poche bombe atomiche per far cessare la vita sull’intero pianeta, eppure la stupidità umana ne ha prodotte oltre quindicimila: un po’ come comprare tonnellate di sementi avendo a disposizione un campo di pochi metri quadrati.

In questo bailamme etico ed emozionale anche l’arte e il senso dell’interiorità stanno piano piano scomparendo, così come il vero valore dell’amicizia, che non è più tale o, almeno, rimane tale finché non subentra un metainteresse. Oggi godiamo e ci emozioniamo per la scena di un film, ma se quella stessa scena la vivessimo nella realtà, spesso non ci toccherebbe affatto. Se visitiamo luoghi interessanti, invece di viverli, paradossalmente li immortaliamo per poi postarli immediatamente sui social network. Andiamo al mare e non ci accorgiamo nemmeno della sua bellezza; invece di rimanere estasiati alla sua vista, siamo assorbiti dal rito pigro di uno "Spritz" consumato al bar dello stabilimento.

Tutte le nostre emozioni sono ormai tristemente racchiuse tra i pixel dello schermo di un telefonino. Non è facile per nessuno andare controcorrente, soprattutto se la marea spinge in direzione opposta.

Se dovessi dare un consiglio per non far morire gli ideali, direi a tutti, me compreso: «Nutritevi di cose belle, di cose profonde. Nutritevi di emozioni, di cose vere, di cose che restano…».

Sperando che, in questo mondo che muore, tutto ciò abbia ancora un senso.

– 𝑭𝒆𝒓𝒓𝒖𝒄𝒄𝒊𝒐 𝑷𝒂𝒓𝒓𝒊𝒏𝒆𝒍𝒍𝒐 © 2024

— Ferruccio Parrinello