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14 Luglio 2026·Futuro·5 min di lettura

Basta volontà e intelligenza per risolvere ogni problema.

Non tutti sanno che la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti producono un'economia. Una volta che il rifiuto è differenziato (carta, plastica, metallo, vetro), non è più "spazzatura": viene pulito, selezionato e venduto a industrie che lo trasformano in nuovi prodotti.

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Basta volontà e intelligenza per risolvere ogni problema.

Viviamo in un mondo di paradossi, gestito da gente che, anziché preoccuparsi di risolvere i problemi per rendere la vita più vivibile, è impegnata in una gara continua tra chi è al potere per fare il meno possibile per i cittadini e il più possibile per riempire le proprie tasche. Ci sono molte idee semplici e banali per risolvere grandi e annosi problemi, ma questa sindrome del "prima io, poi i cittadini" ne impedisce l’applicazione.


È mai possibile, ad esempio, che sia servito il COVID per insegnarci a non fare lunghe attese nella sala d’aspetto di ogni studio medico per chiedere una ricetta medica? Bastava scavalcare il problema con una semplice richiesta tramite WhatsApp e snellire così tutta una inutile trafila con spreco di tempo per tutti. Eppure è così: è servito il COVID per far capire che si potevano evitare lunghe file e perdere di tempo. Speriamo che la stessa intelligenza uscita dopo vent'anni di fila negli studi medici serva a far capire a chi ci gestisce che sarebbe il caso di adottare molte analoghe logiche per altri ambiti.


Prendiamo il caso dello smaltimento degli oli esausti. L’olio alimentare usato è uno degli elementi più inquinanti al mondo: è un "killer" silenzioso per le tubature, ma soprattutto per le falde acquifere, capace di rendere non potabile una quantità d'acqua impressionante. Per rigenerarsi spontaneamente richiede mesi o anni, ma il danno all'ossigenazione e alla fauna è immediato e la sua azione "soffocante" è attiva fin dal primo istante in cui la pellicola tocca l'acqua. 
 Non tutti sanno che la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti producono un'economia. Una volta che il rifiuto è differenziato (carta, plastica, metallo, vetro), non è più "spazzatura": viene pulito, selezionato e venduto a industrie che lo trasformano in nuovi prodotti. Il guadagno qui sta nella purezza del materiale; pertanto è una risorsa. Anche l’olio esausto è una materia prima: una volta raffinato, è prezioso per produrre biodiesel. Quindi, chi raccoglie l'olio non sta perdendo denaro, ma lo sta accumulando.

Non dimenticherò mai che, presenziando a una riunione di politici alla quale fui invitato, uno di loro disse ad un tratto, parlando di spazzatura con estremo sarcasmo: «Se solo la gente sapesse che trasformiamo la loro spazzatura in banconote...».

A tutto questo possiamo aggiungere che la TARI che noi paghiamo per il suo smaltimento è un ennesimo guadagno... naturalmente non per noi!

Ora, esigere che oltre a pagare la tassa facciamo noi per loro il “lavoro sporco” è una bella pretesa, ma malgrado tutto ogni cittadino lo fa. Resta il fatto che la raccolta degli oli esausti non è ben gestita: ci sono punti di raccolta nelle città, ma sono piuttosto pochi, distanti e poco raggiungibili l’uno dall’altro, soprattutto per gli anziani e chi non ha un mezzo di locomozione.

È assurdo che il cittadino debba percorrere chilometri per "consegnare" un prodotto che ha un valore economico, proprio perché il sistema di raccolta è progettato male o è troppo frammentato. Se il sistema fosse efficiente, il cittadino dovrebbe essere facilitato nel cedere questa "risorsa" al Comune.

Realtà vuole, quindi, che per impossibilità o per estrema pigrizia, la maggioranza delle persone chiuda un occhio sulla coscienza e butti l'olio nel lavandino, creando un danno irreparabile che difficilmente il pianeta riesce a smaltire.


Se il sistema fosse capillare, la scusa della "distanza" verrebbe meno. Basterebbe integrare nei condomini o vicino ai cassonetti delle isole ecologiche "intelligenti" (dotate di sensori di riempimento) per la raccolta dell'olio. Di fatto, la gestione dei rifiuti è ferma a una logica del secolo scorso, mentre la tecnologia permetterebbe di fare molto di più, inoltre, gestire bene l'olio costerebbe meno che depurare le acque inquinate... ma la politica del "prima io, poi i cittadini”, fatica a pensare anche a questi ultimi senza poi vedere che ci sarebbe un bel risparmio a lungo termine rispetto alla spesa immediata per organizzare il servizio.

Dovremmo, quindi, avere addirittura una riduzione della tassa sui rifiuti!

L'ecologia non può essere un carico aggiuntivo sulla vita quotidiana del cittadino, ma dovrebbe diventare la scelta più semplice e naturale da compiere.

Ma la politica attuale, per una esasperata ingordigia, ama mangiare l’antipasto, il primo, il secondo, il contorno, il dolce, la frutta... e anche le briciole che cadono sotto alla tavola.

— Ferruccio Parrinello