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17 ottobre 2026·Società·4 min di lettura

E ritrovare se stessi

È una sensazione amara accorgersi che le persone a cui dai rispetto spesso non contraccambiano con la stessa delicatezza.

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E ritrovare se stessi

Non so se è un bene (più spesso penso sia un male), ma sono un acuto osservatore dei cambiamenti comportamentali che avvengono nella società. Molte volte siamo tentati di fermare la nostra mano dal fare del bene, delusi dalla totale assenza di empatia altrui.

È ormai un dato di fatto: se ti mostri disponibile, le persone grette tendono a trasformare la tua generosità in un loro diritto acquisito. È una sensazione amara accorgersi che le persone a cui dai rispetto spesso non contraccambiano con la stessa delicatezza.

L’essere umano è sempre più ripiegato su di sé, sordo alle esigenze altrui; il senso dell’IO si è fatto smisurato. Lo si nota con disarmante facilità quando si è alla guida. Ormai quasi nessuno (tranne me e pochissimi altri) usa più l’indicatore di direzione prima di svoltare. La precedenza non si dà, si prende: chi arriva prima passa. Non importa se la mancata segnalazione rallenta il traffico o mette a rischio la vita altrui… l'unica legge è: «io sono io». Così, in una società sempre più incattivita, l'apertura che avevamo verso il prossimo rischia di spegnersi e, senza accorgercene, finiamo per omologarci… per reazione!

Se prima usavamo gentilezza verso gli altri ricambiati da un semplice sorriso, quel sorriso è venuto costantemente a mancare, trasformandoci in esseri sempre più cinici. Sono sincero: anche io, infastidito da certi atteggiamenti, mi ero piano piano adeguato. A volte, però, la nostra identità profonda si ribella e ci riporta, come l’ago di una bussola, verso il nostro nord ideale. Riflettendo tra me e me ho capito che stavo annichilendo la mia natura. Questo non faceva di me una persona libera, ma un essere manipolato da condizionamenti esterni.

La vera libertà è essere se stessi, a prescindere da come reagiscono gli altri. Così ho ripreso ad agire secondo la mia indole, libero dal bisogno di una giusta reazione.

A questo punto mi do e ti do un consiglio:

«Semina il bene e non preoccuparti di chi lo raccoglie e di chi lo ignora… tu semina il bene!»

— Ferruccio Parrinello