Come le spighe di grano
C'è chi vive il proprio bagaglio come un segreto da custodire a chiave blindata, e chi invece capisce che la vera eredità sta nel passare il testimone, nel seminare curiosità e nel permettere a se stessi di vivere e replicarsi attraverso gli altri.

Ci sono due modi di intendere l'esperienza, che si tratti di musica, di arte o di qualsiasi altro cammino nella vita.
Alcuni tengono gelosamente tutto per sé, mentre altri amano replicarsi, ispirando gli altri e insegnando ciò che il loro percorso ha appreso. C'è chi vive il proprio bagaglio come un segreto da custodire a chiave blindata, e chi invece capisce che la vera eredità sta nel passare il testimone, nel seminare curiosità e nel permettere a se stessi di vivere e replicarsi attraverso gli altri.
Ci sono quelli che fanno la fine della noce: custodiscono gelosamente i propri "trucchi", gli anni di fatica, i traguardi raggiunti e le scorciatoie scoperte a caro prezzo. Vivono con la paura che qualcuno possa "rubargli" il merito, lo spazio o lo stile, protetti dietro la loro corazza. Ma alla fine, quella chiusura non difende nulla: isola, rende sterili, e quel sapere accumulato muore insieme a chi l'ha trattenuto.
E poi ci sono le spighe di grano. Sono quelle persone che, condividono un'intuizione, spiegano una difficoltà con il sorriso, aprono le porte del loro sapere per donare agli altri quello che la vita e l'esperienza hanno insegnato loro.
Non hanno paura di svuotarsi, perché sanno che la conoscenza non si sottrae: si moltiplica. Ogni persona che ispiri è un chicco che cade su terra fertile e dà vita a una nuova, imprevedibile fioritura.
Insegnare, condividere, lasciare qualcosa agli altri non significa farsi da parte: significa scegliere di essere fecondi e di continuare a vivere, in un certo senso, anche attraverso le vite degli altri.
E io amo essere spiga di grano...

