← Tutti i pensieri
4 Luglio 2020·Spiritualità·6 min di lettura

Hai deluso te stesso

Dio vive in una dimensione fuori dal tempo, dallo spazio e dalla materia; pertanto, nulla del nostro cammino terreno può coglierlo di sorpresa.

Condividi questo pensiero
Hai deluso te stesso

La vita del credente è caratterizzata da alti e bassi: momenti di profonda spiritualità si alternano a momenti di aridità o debolezza. Chi pensa che non sia così, fa Gesù bugiardo, dal momento che in più circostanze Egli stesso ha ribadito che non esiste uomo senza peccato (cfr. Giovanni 8:7).

Il credente immaturo o con poca esperienza tende a collegare il proprio stato d’animo al proprio comportamento, sentendosi a giorni “più salvato” e a giorni “meno salvato”. Questa convinzione – secondo cui Dio ci amerebbe di più o di meno a seconda delle nostre oscillazioni comportamentali – finisce per "umanizzare" il Creatore. Ma Dio non ragiona come noi.

Dobbiamo comprendere che la Bibbia è ricca di antropomorfismi, espedienti letterari usati dagli scrittori sacri per attribuire a Dio sentimenti e comportamenti tipicamente umani, così da rendere concetti complessi più accessibili alla nostra comprensione. In Genesi, ad esempio, troviamo un versetto che parla del "pentimento" di Dio per aver creato l'uomo (Genesi 6:6). Se preso alla lettera, questo contraddirebbe ogni logica e insegnamento teologico: il pentimento implica un errore, e se Dio è perfetto non può sbagliare. Inoltre, ne risulterebbero private di significato la Sua onniscienza e la Sua preconoscenza, come se non avesse previsto la deriva malvagia dell'umanità. Ogni credente maturo comprende che si tratta di metafore. Dio vive in una dimensione fuori dal tempo, dallo spazio e dalla materia; pertanto, nulla del nostro cammino terreno può coglierlo di sorpresa.

Ricordo un tempo in cui la mia conoscenza di Dio e la mia esperienza con Lui erano decisamente inferiori a oggi. Ero costantemente preoccupato per i miei atteggiamenti e ogni minimo errore mi schiacciava sotto il peso di forti sensi di colpa. Un giorno commisi l'ennesimo passo falso, che ai miei occhi appariva infinitamente più grave degli altri. Uno scoraggiamento profondo mi avvolse, togliendomi il respiro.

Mi rivolsi a Dio, profondamente addolorato, e dissi: “Signore, questa volta ti ho proprio deluso”. Non passarono che pochi attimi e la Sua risposta risuonò chiara nel mio cuore:

“Figlio mio, tu non hai deluso me. Tu hai deluso te stesso!”

Ragionai a lungo su quel rhema e, poco dopo, ne compresi il senso profondo. Da quel momento imparai che non potremo mai deludere Dio, perché Egli sa già tutto ciò che faremo. Piuttosto, rimaniamo delusi da noi stessi perché, molto probabilmente, nutriamo un'aspettativa e una considerazione di noi stessi molto più alta rispetto a ciò che dice la realtà.

Ogni nostro peccato e ogni nostra caduta – passata, presente e futura – era già chiara ai Suoi occhi fin dall’eternità. Fintanto che resteremo attaccati a Lui, da Lui riceveremo solo l'incoraggiamento necessario per rialzarci e proseguire il cammino. Siamo proiettati verso il futuro, ed è lì, alla fine della corsa, che riceveremo il Suo verdetto.

Non permettere che il ricordo dei tuoi errori passati pregiudichi la tua speranza nel futuro. Ieri è già passato, ciò che conta davvero è il domani. Geremia, con la saggezza di chi ha attraversato il deserto, ci ricorda: “Le sue compassioni infatti non sono esaurite; si rinnovano ogni mattina” (Lamentazioni 3:22-23).

Se commetti degli errori, potrai essere giudicato dagli uomini, ma non da Dio, se hai riposto in Lui la tua totale fiducia.

Spesso accade che chi ti giudica oggi per il tuo passato rimanga fermo, mentre tu, nel frattempo, stai cambiando e migliorando. Chi passa il suo tempo prezioso a parlare male di te perde l'opportunità di crescere, restando sempre lo stesso. Lascialo fare. Chi ti giudica per quello che eri, semplicemente, non è degno di camminare con te verso ciò che diventerai.

– 𝑭𝒆𝒓𝒓𝒖𝒄𝒄𝒊𝒐 𝑷𝒂𝒓𝒓𝒊𝒏𝒆𝒍𝒍𝒐 © 2020

— Ferruccio Parrinello